Pricing: perché il prezzo fisso ti fa perdere margine

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La domanda cambia continuamente. Se il prezzo resta fermo, il rendimento dell’immobile non segue il mercato.

Negli affitti brevi il prezzo non dovrebbe mai essere statico.

Eppure molti immobili vengono ancora gestiti con tariffe aggiornate raramente, spesso una volta ogni tanto o solo nei periodi più evidenti dell’anno.

Questo approccio sembra semplice, ma può ridurre molto il potenziale dell’immobile.

Il problema non è solo vendere più notti.

Il problema è vendere ogni notte al prezzo più corretto rispetto alla domanda reale.

<p>Segnali che il pricing non &egrave; ottimizzato:</p> <p>Prezzi aggiornati raramente<br /> Stesse tariffe per periodi molto diversi<br /> Calendario pieno ma ricavi poco soddisfacenti<br /> Poca attenzione a eventi e stagionalit&agrave;<br /> Assenza di monitoraggio dei competitor</p>

La domanda cambia in base a molti fattori.

Stagionalità, eventi, festività, giorno della settimana, anticipo della prenotazione, comportamento dei competitor e andamento generale della destinazione.

Un prezzo che oggi è corretto può essere troppo basso tra una settimana o troppo alto in un periodo di domanda debole.

Per questo il pricing negli affitti brevi deve essere dinamico.

Un prezzo fisso può riempire il calendario, ma non necessariamente massimizzare il risultato.

Il rischio è avere una buona occupazione, ma un prezzo medio troppo basso.

E quando questo accade, il fatturato cresce meno di quanto potrebbe.

Il pricing è uno dei punti più importanti nella gestione degli affitti brevi.

Non basta scegliere un prezzo e aspettare le prenotazioni.

Serve un sistema che legga il mercato, adatti le tariffe e protegga il margine dell’immobile.

Chi lavora bene sul pricing non cerca solo più prenotazioni.

Cerca prenotazioni migliori.

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